AI Product Builder
Prendo un'idea o un problema reale e lo trasformo in una web app AI-enhanced funzionante, da solo, in circa una settimana.
Prima ci volevano mesi. E un team.
Sono Roberto Gilli. Lavoro da Trieste come AI Product Builder: progetto e sviluppo applicazioni AI-enhanced per clienti nel settore della formazione, del coaching e della cultura digitale. Lavoro con Tabilia su simulazioni e sistemi AI per l'e-learning bancario e assicurativo. Con SCPItaly ho progettato un sistema di assistenza AI per i coach. Attraverso DialoArt esploro il confine tra AI relazionale, narrazione e arte.
Dialobot è il portfolio professionale di Roberto Gilli, AI Product Builder con oltre 25 anni di esperienza nel campo degli agenti conversazionali e dell'intelligenza artificiale applicata.

Chi sono
Mi chiamo Roberto Gilli. Ho iniziato a costruire agenti conversazionali nel 2006, quando si chiamavano ancora chatbot e giravano su regole e alberi decisionali. Ho sviluppato CUI per Telecom Italia, Expo2015, Lactalis Italia, bTicino-Legrand. Ho fondato due aziende in questo spazio: Simulware e Kapamo.
Dal 2022 lavoro con i Large Language Model: prima come AI designer, poi come progettista di sistemi multi-agente, poi come builder di applicazioni complete. Il mio flusso adesso parte dai bisogni del cliente, costruisce la knowledge base e la documentazione di progetto, usa Claude Code o Codex per architettare la soluzione, definisce i prompt in funzione dei modelli e degli LLM, sviluppa la app con Lovable o AI Studio, itera fino al prodotto finito.
Non è una questione di strumenti. È un metodo che si è consolidato in anni di lavoro a questo confine tra tecnologia, narrazione e progettazione.
E-learning AI-enhanced
Per Tabilia progetto simulazioni conversazionali e AI-persona per la formazione professionale nel settore bancario e assicurativo. I sistemi sono multi-agente, con architetture RAG, prompt engineering avanzato e valutazione pedagogica integrata.
Il mio lavoro in questo ambito parte da un principio semplice: la AI non sostituisce il formatore, ridisegna l'esperienza di apprendimento. Le simulazioni che costruisco "alzano" l'apprendimento nella tassonomia di Bloom: dall'acquisizione di contenuti alla pratica situata, fino alla riflessione metacognitiva.
Storytelling Interattivo AI-Based
DialoArt è il mio laboratorio di ricerca su AI relazionale, AI-narrative e AI-personaggio. Un luogo dove esploro il confine tra tecnologia, narrazione e arte, e dove nascono le idee che poi applico ai progetti con i clienti.
Il progetto attivo principale è The Unclaimed Things: un'esperienza di solo-journaling AI-enhanced ambientata in una stazione ferroviaria, costruita sulla struttura narrativa giapponese Ki-Sho-Ten-Ketsu. L'AI non scrive la storia al posto dell'utente: fa le domande giuste per farla emergere.
Il triangolo Autore, AI, Utente è il modello che guida tutta la mia ricerca narrativa.
Assistenza ai Coach per la Coaching Psychology
Per SCPItaly ho progettato un sistema AI-based di assistenza ai coach: strumenti che supportano la metacognizione, facilitano la riflessione sulla pratica e promuovono il miglioramento continuo.
Il sistema, fruibile via Telegram, è stato presentato al 13° e al 14° Congresso Internazionale di Coaching Psychology. Un caso concreto di AI applicata non come sostituto della relazione umana, ma come strumento che la potenzia.
Didattica Scolastica AI-based
Con Future Education Modena ho sviluppato strumenti AI per la didattica linguistica nelle scuole medie e superiori: applicazioni per la comprensione di strutture complesse come i phrasal verbs e i modali in inglese, progettate per docenti e studenti.
Ho tenuto conferenze e lezioni per docenti sull'uso dell'AI generativa in classe. Il punto centrale non era "come usare ChatGPT": era come ripensare il ruolo del docente quando la AI entra in aula.
Marketing e Virtual Influencer
Con Sinaptic ho lavorato su campagne di marketing che integrano AI generativa e sulla progettazione di influencer virtuali: AI-persona costruite per interagire con il pubblico in modo coerente, riconoscibile e personalizzabile.
Il confine tra un AI-personaggio narrativo e un AI-personaggio per il marketing è sottile. La differenza è il contesto, non il metodo.
Il mio metodo
Non è vibe coding. È un metodo che si ripete su ogni progetto, dalla prima conversazione col cliente alla consegna finale.
1. Ascolto e documento. Raccolgo i bisogni del cliente e costruisco la knowledge base di progetto: requisiti, vincoli, casi d'uso, benchmark.
2. Architetto la soluzione. Uso Claude Code o Codex per iterare sull'architettura della app finché la struttura tiene. Questo passaggio richiede molte iterazioni e non si salta.
3. Progetto le AI. Definisco i prompt in funzione dei modelli e degli LLM utilizzati: OpenAI, Claude, Gemini, modelli audio o multimodali secondo il progetto. Il prompt engineering non è un dettaglio, è il cuore del prodotto.
4. Costruisco la app. Sviluppo con Lovable o AI Studio. La app è reale, funzionante, consegnabile.
5. Itero con il cliente. Testing, feedback, raffinamento. Il prodotto finale è quello che serve davvero, non quello immaginato nella prima riunione.
Il risultato: applicazioni AI-enhanced che prima richiedevano mesi di lavoro e tre o quattro figure professionali.
I miei post su AI
Scrivo su LinkedIn su quello che vedo succedere nell'AI, partendo sempre da un dato concreto o da un progetto reale. Non celebrazioni tecnologiche: osservazioni su quello che funziona, quello che non funziona, e quello che sta cambiando davvero.
Ho scritto del momento in cui ho smesso di considerarmi un AI-designer puro e ho cominciato a lavorare come builder di applicazioni complete. Del motivo per cui il valore non sta nel motore, ma nel modo in cui lo colleghi alle ruote. Del fatto che la bolla non riguarda l'AI in generale, ma un certo modo di fare AI.
Se ti interessa seguire questa prospettiva, i post sono tutti pubblici su LinkedIn.
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